Attività Promozionali

 
VERTICAL JIGGING
Tecnica di pesca di recente introduzione in Italia basata sul recupero in verticale e a strappi di esche artificiali metalliche (metal jig) e armate con ancorotti in coda o assist hook in testa.
Sono diverse le esche utilizzabili da quelle più classiche, i già citati metal jig ai kabura.
Per le prime si tratta di esche caratterizzate quasi sempre da peso specifico elevato e forma idrodinamica, vagamente somiglianti al corpo di un pesce.
I Kabura jig sono esche nate per la pesca a pesci grufolatori come saraghi, orate ecc. rivelatasi efficace anche per i dentici. Il Kabura va fatto saltellare sul fondo con piccoli strattoni ed ogni tanto recuperato di qualche metro dal fondo per poi farlo ricadere. Caratteristica di quest’esca è una testa di forma più o meno tonda alla quale sono attaccate delle striscioline (gonnelline) di materiale plastico nel cui interno sono presenti due assist hook.
L’assist hook non è altro che amo armato su un corto bracciolo di trecciato in kevlar o altre fibre resistenti all'abrasione. Dalla parte opposta dell'amo c'e' un anello saldato (solid ring) per congiungerlo al jig.
Si utilizza una specifica attrezzatura composta di corte canne molto robuste e sottili e mulinelli piccoli e molto potenti sia rotanti che a bobina fissa.
In materia di prede si ha un continuo aggiornamento di quelle pescabili e sembrerebbe che un po’ tutti i pesci siano possibili prede.
Per questa tecnica di pesca le radici affondano nei secoli. Reperti e ritrovamenti hanno indicato antiche pesche che utilizzavano oggetti metallici simili agli attuali Jig per catturare pesci con un movimento principalmente verticale effettuato nelle zone di probabile concentrazione. Il moderno vertical è molto facilitato dall’uso dell’elettronica ma è una pesca che pur se effettuata da fermi su di un natante comporta un notevole sforzo fisico del pescatore che dovrà manovrare tutto il complesso pescante verticalmente per tutta la durata della battuta.

KAYAK FISHING
Erroneamente si abbina a questa disciplina la sola traina costiera effettuata da leggerissime imbarcazioni simili alle canoe ma non uguali. In effetti è la tecnica più utilizzata in quanto durante gli spostamenti vengono filate in mare due canne con relativi artificiali; ma gli spostamenti sono necessari per individuare le migliori zone di pesca per la pratica del vertical jigging, lo spinning ed anche la mosca.
È una tecnica che consente di “vivere” il mare e la bellezza delle sue coste in perfetta armonia con l’ambiente circostante come se fossero tutti elementi prodotti dalla natura.
La pesca si svolge generalmente in solitaria e si ha una sovrapposizione di ruoli in quanto il pescatore è anche manovratore del piccolo natante. Le condizioni del mare per eventuali uscite non dovranno mai essere estreme ed insieme alle attrezzature per la navigazione e la pesca è pregiudiziale il possesso e l’utilizzo di tutto quanto necessario alla sicurezza in mare.
 

LEDGERING
Tecnica che nasce dalle acque dolci, principalmente dalle sponde dei grossi canali britannici. Con il tempo questa pesca si è rivelata molto fruttuosa anche in acque salse con le dovute modifiche. La tecnica prevede l’utilizzo di canne dedicate, generalmente ad innesti, ma anche telescopiche, che però siano corredate di una serie di cimini ad innesto di diversa grammatura. Per ogni piombo o feeder c’è un corrispondente cimino caratterizzata da costruzioni o in fibra o in carbonio solido e che riescano a segnalare con grande tempestività e precisione l’abboccata. Generalmente è praticata con l’utilizzo di diversi tipi di pastura tori ed è quindi una tecnica di pesca sul fondo. Il luogo ideale per la pratica del ledgering marino sono le banchine portuali e le scogliere che poggiano su substrati non troppo ingombro di ostacoli.
Le possibili catture sono quelle tipiche della pesca nel sottocosta a partire dalle spigole, ai cefali e così di seguito.
 

SPINNING
Per questa tecnica la radice del nome che lo contraddistingua nasce dall’uso di uno specifico attrezzo ovvero il mulinello. La pesca spinning si basa sul lancio di esche artificiali da movimentare con l’uso sapiente della canna che in pratica è come se desse vita alla nostra piuma, al nostro cucchiaino o al pesciolino finto utilizzato. Dovunque si pratichi è comunque una pesca di grande movimento durante la quali si vanno a sondare diversi settori fino a trovare il pesce in attività. Molto sviluppato in vari paesi europei come quelli scandinavi o in Francia, trova tantissimi appassionati anche nelle Americhe.
Per quanto riguarda le tecniche di pesca, occorre tener conto del comportamento di una delle sue più frequenti prede ossia la spigola. Questa non ama i lunghi inseguimenti ma caccia prevalentemente all'agguato, nascosta dietro una roccia o in mezzo alla schiuma. Sarà quindi una pesca di movimento alla ricerca della nostra preda; in genere la spigola, se presente, attacca subito, quindi è per lo più inutile insistere con i lanci sempre nello stesso punto.
 
  
MOSCA
Pesca in mare di diretta derivazione dalle acque dolci. Tutto il sistema che ruota intorno alla pesca a mosca non è mutuabile da altre tecniche: canne dedicate, mulinelli anch’essi molto particolari ma grande interazione con il pescatore che dovrà assimilare precise tecniche di lancio della coda di topo, una sorta di lenza ad elevato peso specifico che elimina la necessità di utilizzare un piombo. All’estremità delle code c’è un finale cui è collegata la mosca ossia un’imitazione di insetto o pesciolino o crostaceo come il gambero che dovrà essere presentato proprio presso la bocca del pesce pronto ad afferrarlo. Per l’attrezzatura si deve accoppiare la canna al tipo di coda utilizzata quasi come si accoppia una canna da lancio al piombo utilizzato.

FIPSAS - Federazione Italiana Pesca Sportiva Attività Subacquee e Nuoto Pinnato - Viale Tiziano, 70 - 00196 Roma - Tel. 06.87980086
P.I 01382061008 - C.F.05267300589 IBAN BANCA BNL: IT24V0100503309000000010103 - POSTE ITALIANE SPA: IT22R0760103200000025054008
Contatti | Scrivici | Privacy