Bolentino

Una delle più antiche tecniche di pesca che trova tracce anche nell’ambito dell’archeologia. Il bolentino è l’attrezzo con cui si pratica tale pesca e consta di un sughero su cui è avvolto una notevole quantità di lenza alla cui estremità inferiore è presente un “terminale” composto da tre pezzi di nylon (braccioli) più sottili a cui vengono legati gli ami; il tutto termina con una zavorra di peso variabile a seconda della profondità e delle correnti.
E’ una pesca abbastanza statica che si svolge da un natante sia a remi che a motore.
Essendo l’azione di pesca praticata senza l’ausilio di canne o mulinelli, generalmente essa è esercitata su fondali poco o mediamente profondi e per la sua essenzialità trova molti praticanti anche solo stagionali. Non potendo contare sull’elasticità di una canna o sulla frizione di un mulinello, la lenza, affidata alla sensibilità dei polpastrelli del pescatore, non potrà mai essere troppo sottile.
E’ possibile la cattura di pesci pregiati e di taglia quali ad esempio saraghi, orate o pagelli per la pesca a fondo, mentre a mezz’acqua i pesci maggiormente insidiati sono boghe, labridi e sparidi del sottocosta.  La sua diffusione era maggiore durante i passati decenni ma questa antica pesca richiama anche a livello agonistico molti appassionati.

 

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