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COSA DICE LA SCIENZA
La Carpa (Cyprinus carpio) in Italia può essere classificata come “specie alloctona introdotta in tempi storici antichi”. Questo “status” non coincide necessariamente con quello di “specie alloctona invasiva”. Nella pubblicazione del Consiglio d’Europa “European Strategy on Invasive Alien Species” (Nature and Environment n. 137), ad esempio, si accetta il principio che le specie introdotte in tempi storici possano essere oggetto di specifiche misure di conservazione. Perché ciò avvenga devono verificarsi due condizioni: 1)Il recupero degli ecosistemi originali non è più possibile. 2)La conservazione di queste specie non entra in conflitto con l’obiettivo primario di conservazione della diversità biologica originaria.

Nel caso della carpa nelle acque interne italiane appaiono rispettate entrambe le condizioni. Nella generalità dei casi, infatti, la carpa si distingue all’interno dei popolamenti ittici italiani di pianura non per essere una specie alloctona, bensì per essere una specie acclimatata da tempo. I nostri popolamenti ittici di pianura sono oggi composti in larghissima maggioranza da specie alloctone invasive di recente introduzione (siluro, aspio, abramide, blicca, rodeo amaro, pseudorasbora, barbo europeo, ecc. ecc.) e mostrano una preoccupante rarefazione delle specie autoctone. L’impossibilità di ripristinare le comunità ittiche originarie nel vasto e complesso reticolo idrografico di pianura mi sembra del tutto evidente, così come sembra evidente che la carpa non abbia avuto alcun ruolo nella rarefazione delle specie autoctone, con cui convive da tempo. Che la carpa non debba essere considerata una specie alloctona invasiva lo dimostrano anche le comunità ittiche di riferimento delle acque interne italiane recentemente individuate in applicazione alla Direttiva Quadro sulle acque (Water Framework Directive 2000/60/CE), che utilizza la fauna ittica come elemento di valutazione dello stato ecologico delle acque interne. La carpa è presente nelle comunità ittiche di riferimento del nostro paese, sia per le acque lacustri (Lake Fish Index), sia per le acque correnti (ISECI).

COSA DICE LA LEGGE
Si sente dire spesso: “la carpa è specie alloctona; lo ha affermato anche la Corte Costituzionale” Scempiaggini ! Per fortuna nostra la Consulta è formata da persone competenti che non si sognerebbero mai di lasciarsi andare ad affermazioni che richiederebbero competenze diverse da quelle giuridiche . In realtà, la Consulta, con la sentenza n. 30 dell’anno 2009, dirimendo un conflitto di attribuzioni tra Stato e Regione Veneto, si è limitata ad affermare che: La disciplina dell'introduzione, della reintroduzione e del ripopolamento di specie animali rientra nella esclusiva competenza statale di cui all'art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione, trattandosi di regole di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema e non solo di discipline d'uso della risorsa ambientale-faunistica “. Il principio enunciato dalla Consulta dovrebbe fungere da freno per quelle Regioni che, discostandosene, volessero sostituirsi allo Stato nel dettare legge in materia di reintroduzione o ripopolamento di specie ittiche!

COSA DICE IL BUON SENSO
La carpa alloctona ? Si, certo, nel senso che la sua presenza nelle acque italiane è dovuta ad una sua migrazione al seguito del migrare di comunità di persone diverse. Certo è che non è stata introdotta deliberatamente in applicazione di progetti o esperimenti come accaduto, ad esempio, con il Lavarello introdotto nelle acque del Lago maggiore prima, e nel Lago di Como poi, importandolo dalla Svizzera . Tuttavia, di questa specie, sicuramente “alloctona”, che rappresenta una risorsa fondamentale per centinaia di pescatori di professione nei nostri laghi maggiori, nessuno si sogna di farne oggetto di campagne o normative che ne impediscano la riproduzione e la reintroduzione nelle acque nelle quali ormai si sono stabilmente insediate. E allora, perché la carpa si e il lavarello no ? Perché tutti addosso alla carpa e non al tacchino, sicuramente alloctono anche lui, importato in Europa dopo la scoperta delle americhe ? Che risposta dare a questa domanda usando buon senso ?

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